Genetica

L’invecchiamento è un processo fisiologico che in ciascuna persona si manifesta in modo unico e personale come conseguenza dell’interazione tra le caratteristiche genetiche, ovvero il nostro DNA, e aspetti epigenetici, in particolare lo stile di vita, che possono condizionare l’espressione dei nostri geni.
Tra i cambiamenti che intervengono durante il processo di invecchiamento molti derivano dal fallimento dei meccanismi che mantengono l’integrità del nostro genoma ed includono, tra gli altri, alterazioni del microbioma, infiammazione e riduzione delle cellule staminali.

Negli ultimi 10 anni sono stati fatti dei grandi passi nel campo della diagnostica. Con lo studio del genoma possiamo ottenere informazioni genetiche che servono a comprendere meglio la struttura molecolare di ogni individuo e a chiarire molti degli aspetti legati all’invecchiamento biologico. Tale processo è complesso ed è in funzione del tempo, ma non solo, dipendendo infatti da molti fattori interconnessi tra loro. Esso è caratterizzato da un graduale e progressivo accumulo di disfunzioni molecolari, cellulari, fisiche sino ad arrivare a disfunzioni di organo.

La senescenza cellulare si può quindi considerare il risultato nel tempo delle risposte della cellula a diversi stimoli tra i quali lo stress, sostanze e agenti potenzialmente genotossici, o insulti di vario genere e tipo che inducono una risposta infiammatoria. Tale risposta indirizza la cellula danneggiata verso meccanismi di riparazione o verso apoptosi o, nel fallimento di questi, alla predisposizione alla carcinogenesi.

Tra i diversi fattori esterni che possono attivare meccanismi di riparazione del DNA vi sono le lesioni causate da raggi UV, le Radiazioni ionizzanti, i raggi X, mutageni chimici, virus, e stress termici.

Lo studio del DNA con mirate analisi genetiche permette di individuare possibili condizioni di difetti a carico di uno dei vari meccanismi di riparazione, e quindi di intraprendere opportune strategie atte a prevenire i fattori di rischio in funzione del particolare assetto genetico di ciascuno di noi.

DNA DAMAGE RESPONSE
COMPLESSO MRN

Il complesso MRN è cruciale per la riparazione delle rotture a doppio filamento del DNA e perciò regola la stabilità del genoma umano. Si tratta di un complesso multiproteico, costituito dalla proteina MRE11, RAD50, NSB1 e può essere considerato il “sensore” del DNA danneggiato, rappresentando un’importante barriera alla trasformazione neoplastica.

Un suo difetto è associato ad una ridotta tolleranza ai danni che nel tempo può subite il DNA, accelerando quindi la tumorigenesi. In particolare la proteina MRE11 è cruciale nell’attivazione di un percorso di risposta immunitaria che individua le cellule con il DNA danneggiato e le elimina dall’organismo.

Essa, è coinvolta nella regolazione dei fenomeni infiammatori. Inquinanti ambientali, presenti nelle plastiche comunemente in uso, nelle pellicole, nei rivestimenti per pavimenti, nelle lacche, smalti per unghie e spray per capelli, sono genotossici e possono determinare danni a livello del DNA.

STUDIO DI IPERSENSIBILITA’
ALL’ESPOSIZIONE SOLARE

Il DNA può essere danneggiato dalla luce ultravioletta. Il test individua soggetti con eccessiva sensibilità e che sono a rischio se esposti alla luce del sole.

DAMAGE SENSOR
SUSCETTIBILITA’ ONCOLOGICA

Pattern coinvolto nel riparazione del danno cellulare e, se non riparabile ,nell’ arresto della proliferazione e induzione della morte cellulare programmata(apoptosi).

Lo studio di questo pattern può individuare uno stato di maggior rischio oncologico rispetto alla popolazione della stessa età e indirizzare verso specifici programmi di prevenzione personalizzata

STUDIO DEI COLLAGENI
E DELLA ELASTICITA’
DEL TESSUTO CONNETTIVO

Esso è volto a valutare lo stato di elasticità tissutale individuale verificare la senescenza cellulare e la perdita di elasticità cutanea rispetto a determinati distretti.

STUDIO DELL’OMEOSTASI
DEL TESSUTO LIPIDICO SOTTOCUTANEO
SWAT E LIPODISTROFIE

Il test permette di studiare il profilo lipidico, la distribuzione del grasso sottocutaneo ed individuare eventuali deregolazioni del metabolismo lipidico responsabili di processi infiammatori degenerativi.

STUDIO DELLA FUNZIONALITA’ DI CONDUZIONE CARDIACA

La valutazione di una buona performance cardiaca è alla base del benessere psico-fisico.

E’ ormai nozione consolidata che mantenere un buono stato di salute è garantito anche da una regolare attività sportiva costruita sulle peculiari caratteristiche di ciascuno di noi e per la quale siano scongiurate condizioni di rischio cardiologico legato ad anomali rilevanti di conduzione.

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